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NEWSLETTER 38-2009


NOTIZIE DALL'EUROPA E DAL MONDO

2000 persone contraggono l' influenza suina e ci si mette la mascherina. 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo. PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina? Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria,i notiziari di questo non parlano. Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi. I notiziari di questo non parlano. Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di questo non parlano. Ma quando comparve la famosa influenza dei polli. i notiziari mondiali si inondarono di notizie. un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni. 25 morti l'anno!! L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo. Mezzo milione contro 25. E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli? Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo". La casa farmaceutica internazionale Roche, con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici: nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di ricavi. Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'influenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?". L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è nientemeno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq. Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani. felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute. Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla? Dr. Carlos Alberto Morales Paitan – Pediatra al Children‟s Hospital di Lima, Peru
(ripreso da varie fonti nel Web - settembre 2009)


IMPATTO ECOLOGICO DELL'ALIMENTAZIONE E BIODIVERSITÀ
VACCHE GRASSE E BAMBINI MAGRI 840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini (e quasi tutti nel Sud del mondo), soffrono di denutrizione cronica (dati FAO 2004). Ma, com‟è noto, la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e soprattutto dagli sprechi enormi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l‟Europa.
L‟Etiopia, anche durante la sua peggiore carestia, produceva semi oleosi che esportava per il
consumo animale. Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite, ed esporta 16 milioni di
tonnellate di soia per mangimi animali - 1000 kg di soia l‟anno per ogni individuo malnutrito!
(Fonte: Database FAO 2001).
La Colombia dispone di 45 milioni di ettari coltivabili: solo 5 milioni sono coltivati per produrre
cibo per la popolazione, 40 milioni sono latifondi lasciati a pascolo per la produzione di carne.
In Messico, milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Nel 1960, il bestiame
consumava 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, il 45%. Allo stesso modo, per l‟Egitto si è passati
dal 3% a 31%, per la Cina dall‟8% al 28%. (Fonte: Unimondo)
FABBRICHE DI PROTEINE ALLA ROVESCIA
L‟animale, considerato come macchina che trasforma risorse vegetali in animali, è
completamente inefficiente. L‟indice di conversione è definito come la quantità di kg di vegetali
necessari a far crescere l‟animale di un kg. Se facciamo un confronto con le proteine, anziché
col peso dei vegetali, i risultati sono simili: per produrre un kg di proteine animali servono 16
kg di proteine vegetali! Un vera fabbrica di proteine alla rovescia!
L‟economista Frances Moore Lappé, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono
state prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia. Per contro, sono stati ricavati 21
milioni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di
tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti
gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA. (Fonte: Frances Moore Lappé, "Diet for a
small planet", New York, Ballantine Books, 1982, pp.69-71)
Se consideriamo le proteine anziché le calorie: un ettaro di terra destinata ad allevamento
bovino produce in un anno 66 Kg di proteine. Destinando lo stesso terreno alla coltivazione
della soia otterremmo nello stesso tempo 1848 Kg di proteine, cioè 28 volte di più (Fonte: J.
Andrè, Sette miliardi di vegetariani, Giannone Ed.)
GLI SPRECHI GLOBALI DI CIBO E TERRE
I 2/3 delle terre fertili del pianeta sono usati per coltivare cereali e legumi per animali. (Fonte:
FAO e USA Agency for International Development). Su scala mondiale, il 90% della soia e la
metà dei cereali prodotti globalmente sono destinati a nutrire gli animali anziché gli esseri
umani. (Fonte: Database FAO, Food Balance Sheet, 2001).
IMPATTO SOCIALE
L‟Europa è in grado di produrre abbastanza vegetali da nutrire tutti i suoi abitanti, ma non i
suoi animali. Solo il 20% delle proteine vegetali destinati agli animali d‟allevamento proviene
dall‟interno, il resto viene importato dai paesi del sud del mondo, impoverendoli ulteriormente,
e sfruttando le loro risorse ambientali. (Fonte: Commissione Europea)
……………………………continua a leggere l'articolo cliccando
(tratto da- settembre 2009)



ALLA FESTA PER DIRE: NO NUKE!
Le regioni Calabria, Toscana, Liguria e Piemonte hanno impugnato in questi giorni di fronte alla Corte Costituzionale la Legge 99/2009 con cui il Governo cerca di far tornare l‟Italia nell‟errore nucleare scavalcando le competenze delle Regioni e la volontà dei cittadini residenti. La Regione Veneto invece, mercoledì scorso, ha bocciato una risoluzione che chiedeva un pronunciamento contrario all‟ipotesi nucleare e all‟installazione di una centrale in Veneto. La candidatura della nostra regione, espressa per voce del suo governatore Galan, ad accogliere una centrale nucleare nel nostro territorio, rende sempre più attuale e urgente l‟impegno per contrastare un modello di sviluppo energetico costoso e pericoloso, che prosciugherà inoltre le risorse necessarie per promuovere il risparmio energetico e le energie rinnovabili nel nostro Paese. Ecco perché la Festa del recupero e del risparmio energetico di quest‟anno, che si terrà domenica 27 settembre in piazza dei Signori a Padova, in occasione di Puliamo il Mondo, sarà un momento importante per contrastare la minaccia di ritorno del nucleare in Italia e la candidatura della Regione Veneto ad ospitarne una centrale.
Saranno raccolte le firme sulla petizione nazionale contro i nuovi impianti e verranno distribuiti
materiali informativi sul tema, le nuove magliette "nucleare sicuro?" e in omaggio, i
braccialettini no-nuke. Al contempo saranno invece a disposizione esempi, progetti e prodotti
per ridurre i consumi energetici e promuovere le energie alternative, per un mondo più equo e
più sano (clicc per conoscere il programma ed i contenuti della festa). Vi aspettiamo!
Nucleare? Ecco tre brevi esempi per dire no:

1. le scorie: Spegnere le centrali dopo che il referendum dell'87 aveva abrogato il nucleare è
costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette
della luce per risarcire l'Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti,
che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro
2. la pericolosità: Il ritrovamento del relitto di un mercantile carico di fusti sospetti al largo di
Cetraro (CS), avvenuto il 12 settembre 2009 conferma le denunce di Legambiente sulle affondate in mare volontariamente per smaltire in modo rapido e illegale rifiuti tossici
e radioattivi. E' questa la maturità ecologica di un paese che vuole tornare al nucleare?
3. i costi: inle offerte per costruire due nuovi reattori nucleari reattori sono arrivati ad
oltre il triplo di quanto il Governo aveva preventivato e la gara è stata sospesa. EDF in Francia
chiede di aumentare le tariffe per finanziare il nucleare e inil cantiere della centrale
nucleare di Olkiluoto, esempio citatissimo dai nuclearisti europei, continua a ingoiare miliardi.
(da Ecopolis Newsletter - settembre 2009)
25 SETTEMBRE: EARTH OVERSHOOT DAY
Sorpassata la capacità del pianeta di fornirci risorse rinnovabili, ma salvarsi è possibile. Il WWF invia ai ministeri competenti il dossier "Potenziale delle misure di riduzione del gas serra nel sistema de trasporti italiano": dieta di CO2 (meno 25-30%) nel settore dei trasporti in 12 mosse. Da domani l‟umanità entra in debito ecologico con l‟utilizzo delle risorse rinnovabili del pianeta e la sua capacità ricettiva di carbonio, avendo già esaurito le risorse che avevamo a disposizione per il 2009: ad oggi, secondo il Global Footprint Network, si impiegano meno di 10 mesi per consumare il quantitativo di risorse che la natura genera in 12 mesi.


La sfida è ridurre questo sovraconsumo e garantire il benessere dell‟uomo ma in un modo che
non dipenda dalla distruzione delle risorse e dall‟accumulo di CO2. Il WWF, nel giorno
dell‟Overshoot, propone 12 mosse sulla scacchiera del traffico automobilistico privato per
ridurre, nell‟immediato futuro, del 25-30% le emissioni di CO2 in atmosfera, contribuendo in
modo sostanziale e concreto alla lotta ai cambiamenti climatici in atto.
Il WWF Italia, nell‟ambito della campagna Generazione Clima e con la collaborazione del
Gruppo Allianz, ha realizzato il dossier "Potenziale delle misure di riduzione del gas-serra nel
sistema dei trasporti italiano"
, calcolando per la prima volta la quantità di CO2 che verrebbe
abbattuta per ciascuno degli interventi proposti per ridurre l‟impatto del traffico privato su
gomma. Elaborato per il WWF dalla società di ricerca Polinomia, il Dossier è stato inviato ai
Ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e dell‟Ambiente.
Il nuovo studio dimostra che è praticabile e realistica l‟inversione di tendenza al continuo
aumento delle emissioni di CO2 del settore dei trasporti nel nostro paese, che oggi
rappresentano una quota pari al 28% del totale delle emissioni di gas serra (133 milioni di
tonnellate/anno), a cui contribuisce in maniera determinante il trasporto su gomma (con 123
mln di t/a, pari al 92% delle emissioni del comparto dei trasporti).
Ma le azioni praticabili e immediatamente attuabili ci sono e il WWF Italia suggerisce alle
Istituzioni la linea di intervento in 12 punti, da perseguire subito:
Misure tecnologiche: consistono in modifiche dei motori e/o delle dimensioni dei veicoli
("downsizing" delle autovetture circolanti), anche con l‟obiettivo di una maggiore coerenza fra
le loro prestazioni e le condizioni d‟uso reali.
1. Auto più piccole = – 1,5 mln di t/a di CO2
Riorientare gradualmente il mercato verso veicoli di medio-piccola cilindrata (implicito nel
target europeo di auto che emettano 140 g di CO2/vkm), che presentano consumi energetici
unitari e quindi minori coefficienti di emissione di CO2
2. Auto ibride = – 2,4 mln di t/a di CO2
Adottare misure di sostegno mirate per i veicoli ibridi, che tengano conto più che le prestazioni
teoriche dei veicoli, le performance effettivamente conseguite in contesti d‟uso reale.
Misure di riorganizzazione dell'offerta di trasporto: misure che includono il sostegno
attivo alla mobilità non motorizzata (pedoni e ciclisti), una complessiva ristrutturazione del
sistema di trasporto pubblico (da potenziare e rendere più aderente alle esigenze di mobilità
dei cittadini), l‟introduzione di incentivi per il trasferimento modale delle merci (da strada a
ferrovia e navigazione marittima) e lo sviluppo di servizi di city logistik, l‟introduzione di limiti
di velocità più stringenti in autostrada, ma anche potenziamenti mirati della rete stradale,
rivolti soprattutto a ridurre la congestione dei grandi nodi metropolitani;
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(dalla Newsletter di Terranauta - settembre 2009)
Pubblichiamo l'intervento del presidente di Federbio Paolo Carnemolla in merito all'editoriale del 14 settembre scorso: "Ho iniziato a lavorare nel biologico italiano nell'ormai lontano 1991. Chi mi conosce sa che non ho mai avuto particolari cautele nel denunciare situazioni che ritenevo al di fuori delle regole e a danno del settore. Con nomi e cognomi, anche davanti a tribunali o rischiando il posto di lavoro, che si trattasse di interessi privati o di potere associativo o pubblico male esercitato. FIAO prima e FederBio poi sono state fondate con lo scopo principale di migliorare la trasparenza e l'affidabilità del sistema di relazioni, di regole e di certificazione del biologico italiano, in stretta aderenza all'impianto normativo europeo e nazionale. Come Presidente appena confermato della Federazione di settore mi sento dunque ulteriormente e prioritariamente impegnato su questo fronte, in ogni luogo e momento. Leggo l'ultimo editoriale di Antonio Felice su Bollettino Bio al termine di una impegnativa ma proficua giornata di lavoro di un meeting internazionale dedicato alla frodi nel settore bio che si è tenuto a Bologna, con la partecipazione attiva di organismi di certificazione, operatori e Autorità pubbliche da tutta Europa. Lavoro, appunto, per fare sempre meglio e per isolare sempre più chi tenta di speculare sull'immagine che il biologico si è saputa conquistare verso i consumatori. Anche in quella sede qualcuno ha gettato nel mucchio comportamenti di singoli che non si ha il coraggio di denunciare e isolare, con la pretesa di farli diventare quelli di tutti. Il sistema normativo e di certificazione del biologico, oltre che i sistemi legislativi europeo e nazionale, hanno in sé tutti gli strumenti per identificare, perseguire e isolare chi compie del dolo. A ciò si aggiunge quanto ha messo in campo da anni la Federazione in termini di codici di autodisciplina e protocolli di comportamento, mai venendo meno o ignorando alcuna segnalazione che potesse portare a scoprire comportamenti anche solo scorretti. Nonostante tutto questo e senza attendere che gli organi di polizia giudiziaria facciano il loro mestiere, si continua a scrivere usando il condizionale, senza fare nomi, se non l'unico già noto, e si tira di mezzo addirittura il SANA riferendo di "colloqui" e di "foglietti". Come se questo fosse stato l'argomento principale di una manifestazione che è l'evento del biologico italiano. Anzichè raccontare il moltissimo lavoro vero e positivo dei tanti protagonisti dei giorni scorsi al SANA si getta fango, rimestando una notizia già nota a cui nulla di concreto e di utile per tutti si aggiunge. Solo un moralismo impotente può ridursi al pettegolezzo e alla delazione senza assunzione diretta di responsabilità, se è vero che c'è chi sa e "colloquia" o scrive "pizzini", se è vero che i nomi si sanno ma nessuna segnalazione giunge dove potrebbe avere un seguito mirato e efficace. Sono proprio questi comportamenti, che di coraggioso non hanno proprio nulla, a rendere impossibili l'individuazione del marcio e la punizione dei colpevoli, prima ancora che debba intervenire la magistratura. Quando i fatti verranno finalmente resi oggettivi e chiari la Federazione saprà certamente adottare i comportamenti più rigorosi a tutela dell'immagine dell'intero settore, senza riguardo per alcuno, come è sempre stato. Ma mai ci presteremo o subiremo passivamente questo gioco al massacro che pretende di trascinare un intero settore a discutere di fatti che, se verranno accertati, riguardano esclusivamente dei delinquenti e nulla hanno a che vedere con la "facciata" di altro che non siano le patrie galere". Paolo Carnemolla -- Presidente FEDERBIO (dal Bollettino Bio di Greenplanet - settembre 2009)
DARE E AVERE: DIAMO CIÒ CHE SIAMO.
Pensiamo per un attimo di essere genitori di noi stessi. Cosa vorremmo per il nostro benessere spirituale e materiale? Vorremmo sicuramente sempre il meglio. Come lo vogliamo per i nostri figli. Vorremmo forse una vita di rinunce, di dolori, di giudizi? O vorremmo renderci la vita più semplice e gioiosa possibile? Le domande che vi faccio sono due. Se volete questo per i vostri figli, perché non lo volete per voi stessi? Seconda domanda: se non avete voi queste cose, pensate di poterle dare ai vostri figli? La risposta alla prima domanda è, secondo me: "noi non ci vogliamo bene". La risposta alla seconda domanda è: "E‟ impossibile, perché possiamo dare agli altri solo ciò che siamo". In altre parole, se vogliamo davvero il meglio per i nostri figli, dobbiamo volerlo anche per noi. Altrimenti non saremo in grado di dare niente a nessuno. E i nostri figli saranno nascondigli per le nostre frustrazioni. Se vogliamo dare ai figli ricchezza spirituale, dovremo prima trovarla in noi. E‟ ovvio ma in pochi capiscono la profondità di questo, e si ostinano a „sacrificarsi‟ per i figli, non accorgendosi che fanno più danni che altro, nonostante siano animati sempre da intenzioni buone. Accade questo perché ci portiamo dietro una serie
di frustrazioni e paure che ci impediscono di dare veramente agli altri qualcosa.
Anche i genitori, (per fortuna…ahimè), sono persone. E sono destinate a trasmettere ai figli
tutte le proprie insicurezze, i propri limiti ecc…anche se fanno di tutto per dare solo il meglio.
Ma i figli imparano soprattutto quello che „sentono‟. Ed un genitore infelice passerà infelicità.
E‟ inevitabile. Un genitore frustrato passerà frustrazione. Passerà sensi di colpa, paura e tutto il
resto. E non potrà nascondersi. I figli prendono esattamente ciò che siamo in profondità, oltre
le misere facciate che imponiamo al nostro essere.
Per dare agli altri qualcosa, quindi , dobbiamo essere noi stessi quello che vogliamo dare.
"Ama il prossimo tuo come te stesso". Non prima di te stesso. Sarebbe falso amore. „Come‟ te
stesso presuppone che noi ci amiamo. E solo allora potremo amare gli altri. E allora non ci
accorgeremo nemmeno di dare qualcosa, perché le nostre qualità saranno naturalmente
intorno a noi e attraverso di noi arriveranno agli altri, senza sforzo alcuno. Se siamo ricchi
possiamo donare agli altri. Semplice.
(da Promiseland News - settembre 2009)
ELETTRICITÀ FATTA IN CASA, VOLKSWAGEN LANCIA LA SFIDA
Maurizio Pallante parla da anni di micro-cogenerazione di energia; l‟ing. Palazzetti ha inventato il "Totem" quasi quarant‟anni fa. Ma sia l‟industria automobilistica che le Istituzioni italiane hanno sempre ignorato queste proposte. Ora, finalmente, una Entro il 2010 mini-centrali domestiche col motore della Golf

BERLINO - Dopo l'auto del popolo, ecco l'energia del popolo.
La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player
mondiale dell'auto, l'azienda nata inventando col Maggiolino la
vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell'energia
con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der
Spiegel
già fa tremare i produttori tradizionali.
La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in
casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l'energia per
l'appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l'esubero di
produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete. Almeno centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone. A prezzi molto interessanti per l'utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia. L'accordo è stato raggiunto tra Volkswagen e Lichtblick, un'azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale. E' un'intesa che il colosso dell'auto e il piccolo, dinamico produttore-outsider di elettricità
hanno firmato con validità da adesso per tutto il mondo. Entro il 2010 le mini-centrali
domestiche saranno disponibili. E.On, Rwe, gli altri big del comparto energia in Germania, e
forse oltre i confini tedeschi anche colossi come Edf, già si preoccupano: è una sfida che
probabilmente non si aspettavano. E' la prima volta che Volkswagen, produttore d'auto "puro",
si lancia alla grande in un altro comparto.
Funziona così: la mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o
una piccola moderna caldaia, dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-
sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento.
Il cuore dell'apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di
serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale
Volkswagen-Lichtblick fornisce l'energia necessaria al consumo domestico, con un'efficienza di
produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di
energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.
Volkswagen e Lichtblick vogliono installare centomila mini-centrali in Germania in un primo
momento, poi dare la caccia ad altri clienti. Ma non è tutto, appunto. Il resto, la produzione di
energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle
altre 99.999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick
redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete.
Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-
computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali
domestiche. Interessantissimi anche i costi d'acquisto ed esercizio per l'utente: l'installazione
viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile
d'energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas.
In più il produttore paga all'utente 5 euro mensili di "fitto" e 0,5 cent per ogni chilowatt
immagazzinato nell'accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.
(dalla Newsletter di Terranauta - settembre 2009)
L'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, continua a percorrere la strada della sostenibilità ambientale. Ora, dopo la struttura architettonica costruita secondo criteri della bioedilizia, è pronto un giardino bio per i suoi piccoli pazienti. "Il Giardino senza bua" è stato chiamato. Un giardino senza medicine, sano. Forte. Un esempio, come sottolinea che "coincide perfettamente con la filosofia che tutela la salute. Un esempio da seguire per noi medici. Un esempio da divulgare per trasmettere il concetto di salute anche nei luoghi della malattia". Il Meyer è la prima struttura ospedaliera italiana progettata e realizzata per ridurre le emissioni inquinanti nell'aria, che fa della sostenibilità ambientale il suo obiettivo principale. Celle fotovoltaiche, giardini verdi sui terrazzi e sul tetto, piccoli e grandi accorgimenti rendono il Meyer il primo Ospedale bio-sostenibile d'Italia. A questo, si affianca la scelta già adottata dalla Fondazione Meyer di avviare da subito il percorso di certificazione Bio-Habitat per tutto il verde che circonda l'Ospedale. (dal Bollettino Bio di Greenplanet - settembre 2009)
BIODOMENICA 2009. SI AVVICINA LA CAMPAGNA CHE PORTA I L
BIOLOGICO NELLE CITTÀ ITALIANE
Le piazze d'Italia al centro di un appuntamento ormai immancabile per gli amanti del buon cibo. È la Biodomenica 2009, la campagna che da dieci anni porta il mondo della produzione biologica dentro le città italiane, proprio sotto lo sguardo curioso e partecipe di famiglie e consumatori. Domenica 4 ottobre, la campagna nazionale organizzata d AIAB-Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Coldiretti e Legambiente, riempirà cento piazze italiane con i prodotti biologici locali e con tante iniziative: Spettacoli, laboratori, convegni, concerti e degustazioni. Quest‟anno il tema di approfondimento legato alla campagna sono gli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni (GPP), uno strumento che serve a favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. In particolare, nella piazze della Biodomenica i cittadini troveranno materiale informativo riguardo la ristorazione collettiva a base di prodotti biologici presente nelle mense scolastiche e ospedaliere di tutta Italia. Per sostenere il bio nelle mense pubbliche verrà inoltre lanciata una petizione da firmare nelle piazze della Biodomenica.
E si rinnova - in Piazza dei Signori a Padova - il tradizionale secondo
appuntamento annuale de "El Biologico in Piassa", con la
collaborazione di CiaoBio, NaturaSì, El Tamiso, Il Forno a Legna e con
il contributo del Comune e della Camera di Commercio di Padova.
Un nutrito programma di manifestazioni, ed un PranzoBio alle
cucine popolari di Via Tommaseo, pranzo con un ricco menu di
pietanze, saranno aperti a tutti quelli che vorranno conoscere questa
storica realtà della solidarietà padovana.
Cliccateper il volantino de "El Biologico in Piassa", per i dettagli e l‟invito al PranzoBio.

Vi aspettiamo………….!!

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AEres partecipa a SAPORI NOSTRANI - nel centro
storico di Mestre, da venerdì 25 a domenica 27 settembre - un'iniziativa dedicata alla valorizzazione dei sapori veneti di stagione. Per tre giorni il centro cittadino si riempirà delle ricette e dei gusti tipici della nostra cucina, interpretati ad arte e a volte reinventati dai partecipanti all‟iniziativa, come ad esempio dagli chef della Associazione Cuochi di Venezia, che in Piazza Ferretto proporranno "I cicheti della tradizione". Sempre in Piazza, una trentina di Sommelier ci introdurrà all‟arte della degustazione dei migliori vini mentre "Veneto a Tavola" proporrà "Gusto Veneto": salumi vicentini, assaggi di formaggi d‟alpeggio e funghi. Per i più golosi l‟appuntamento sarà con "La Dolce Mestre", iniziativa promossa dai pasticceri di Mestre che ci vizieranno con lo speciale "Dolce Torre". In Via Palazzo si potranno gustare le tipiche ricette veneziane cucinate dagli studenti dell‟Istituto Alberghiero Berna. In Piazzetta Coin la festa continuerà con i sapori del mare: "Pesce! Dal mare alla tavola", pesce fritto da passeggio e cozze saltate, mentre in Via Allegri Cia e Coldiretti proporranno nelle mattine di sabato e domenica i laboratori didattici per i bambini e il mercato agricolo a seguire. Il sottofondo musicale sarà garantito dagli spettacoli itineranti e dal Dj set organizzato da
Molocinque che venerdì e sabato sera in Via Allegri lancia l‟aperitivo "Chic" e "Posh", con free
buffet. In Via Poerio i sapori sono Bio, grazie al mercato del biologico promosso da Aiab e
AEres, mentre in Via Lazzari una rappresentanza dei Consorzi enogastronomici veneti proporrà
assaggi dei propri prodotti.
Leggi il programma completo su
(da AeRes Venezia - settembre 2009)
Più di 167.000 imprese con più di un milione e 400.000 occupati e 60 miliardi di euro di valore aggiunto, per quasi il 4% del prodotto interno lordo italiano: sono questi i numeri della galassia di imprese e delle organizzazioni no-profit (con entrate annuali sopra i 50 mila euro) operanti nei comparti dell'agricoltura biologica e del commercio equo e solidale, della finanza etica e delle energie rinnovabili fotografati dal 'Primo rapporto nazionale sull'Altra Economia'. Realtà diverse tra loro, ma con diversi fattori in comune, a cominciare dall'investimento del 'surplus' aziendale nell'impresa stessa. Sono questi i dati del settore che emergono nel 'Primo rapporto nazionale sull'Altra Economia', realizzato da Obi One Coop sulla base dell'incrocio di diversi dati statistici ufficiali, e presentato nell'ambito della 'Festa dell'Altra Economia' di Roma. Secondo il rapporto, l''altra economia' conta quindi il 6% degli occupati complessivi dell'economia nazionale (e quasi 700 mila volontari). Tra le imprese dell'altra economia, spiccano i numeri di quelle che operano nel riuso e riciclo, circa 65.000 in tutto il Paese, con un valore aggiunto di 23 miliardi di euro annui e 546.000 occupati. Il riuso e riciclo dei materiali non è solo quello del piccolo artigiano o della filiera corta. Esiste un fondamentale sistema industriale del riciclo e riuso che coinvolge soprattutto quattro prodotti: il legno, il vetro, la carta, i metalli. Secondo il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), oltre il 60% della produzione nazionale di acciaio è realizzata con l'impiego di rottami di ferro, circa il 75% della produzione nazionale di alluminio è garantita dall'utilizzo di rottami, il 70% della produzione nazionale di agglomerati lignei viene ottenuta da truciolare, il 55% della produzione cartaria nazionale assicurata dall'utilizzo di carta e cartone da macero. Nell'ambito per eccellenza dell' 'altra economia', il commercio equo solidale, il rapporto segnala circa 170 operatori, 1.300 occupati, più di 800 volontari, con un prodotto interno lordo pari a 11 milioni di euro. E, nell'agricoltura biologica, altro comparto sempre più 'trendy', sono quasi 50 mila le aziende operanti, tra produzione, trasformazione, grande e piccola distribuzione, con un prodotto interno lordo a prezzi correnti di circa 1,3 miliardi di euro e poco più di 190 mila addetti. Anche nell'ambito della finanza etica e del credito cooperativo i numeri che emergono dal rapporto sono positivi. Le dimensioni della finanza etica, ricavate direttamente dai bilanci delle organizzazioni che ne fanno parte, sono circa 60 soggetti operanti, 300 volontari e 230 addetti per un valore aggiunto complessivo intorno agli 11 milioni di euro. I dati del credito cooperativo, tratti invece dal bilancio sociale della federazione delle omonime banche, parlano di 430 aziende (banche), poco meno di trenta mila addetti, quasi 5 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto. In tema di energie rinnovabili, secondo il rapporto, che cita la principale fonte sulla materia e cioè il rapporto del Gestore dei servizi elettrici (Gse, ultimo anno disponibile 2008), l'insieme delle fonti rinnovabili in Italia incide per il 17,1% sul consumo interno lordo di energia elettrica. Con 360 imprese che operano nella produzione e distribuzione di energie alternative, che
producono 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto e occupano circa 11 mila persone.
Nel comparto del 'software libero', a fine 2008 erano quasi 6 mila le imprese del comparto, con
circa 27 mila addetti, producendo un valore aggiunto pari a circa 1,4 miliardi di euro.
Il rapporto analizza quelle che vengono definite le 'luci' e le 'ombre' nelle relazioni pubblico-
privato, a partire dalla consapevolezza del fondamentale ruolo che la pubblica amministrazione
può giocare (e spesso infatti gioca) per lo sviluppo dei segmenti più innovativi dell'economia, in
particolare quando questi si connotino per la produzione di esternalità positive per la società e
l'ambiente.
Dal campo delle attività energetiche a quello del riuso e riciclo dei materiali, dallo sviluppo del
software libero alla promozione dell'agricoltura biologica, sono tanti i casi, secondo il rapporto,
in cui il coinvolgimento degli enti pubblici (spesso locali, raramente regionali e ancor meno
nazionali) ha dato una spinta cruciale a tali attività.
(dal Bollettino Bio di Greenplanet - settembre 2009)

Farsi un giro in bicicletta rilassa e fa bene alla coppia.
In attesa dell'annuncio che darà ufficialmente il via aiprevisto per domani,
dallarriva nel frattempo, una ragione in più per
comprarsela.
E' stato, infatti scelto il Salone internazionale dedicato alle
due ruote a pedale, per illustrare uno studio condotto
dall'Associazione "Donne e qualità della vita" che elogia le
qualità terapeutiche della per combattere lo e
migliorare i rapporti col proprio partner.

Condotta su un campione di 200 psicologi, la ricerca ha confermato come andare in bicicletta,
essendo un'attività sana da fare all'aria aperta, permetta di attivare il corpo e distrarre la
mente da pensieri e tensioni accumulate a casa e al lavoro. Non a caso il 43% degli psicologi
intervistati la considera il migliore antistress, più di pillole e tisane. Mentre il 21% la indica
come soluzione per ristabilire al complicità col partner.
Questo perché faciliterebbe i rapporti a due e l'armonia (29%) in quanto meno alienante
dell'auto (33%). Tale effetto è estendibile anche al rapporto con i figli e una passeggiata con
loro in sella alla due ruote più ecologica che c'è, a giudizio degli psicologi (47%) agevolerebbe i
dialogo. A beneficiarne, tutta la famiglia, nonni compresi. Consigliabile poi, anche andare al
lavoro in bicicletta, assicurano gli psicologi, che aiuterebbe tantissimo ad affrontare meglio la
giornata in quanto tutto il corpo verrebbe attivato e messo in movimento.
Bocciata dai dottori della mente l'auto che, al contrario, rappresenterebbe la principale causa di
stress per il 55% degli intervistati. Al volante, nel traffico, cresce l'aggressività e la coppia
inevitabilmente ne risente: il 40% del campione sostiene che le liti peggiori tra coniugi o
fidanzati si "consumano" nell'abitacolo di una vettura.
Ancora qualche dubbio?
(da- settembre 2009)
IL GOVERNO CANCELLA LE DETRAZIONI PER SOLARE ED EFFICIENZA
ENERGETICA
Si torna a parlare di cancellazione del bonus fiscale.
"Un anno dopo il Governo ci riprova, e come allora daremo dura battaglia per contrastare questa scelta insensata". Così Legambiente commenta la notizia della decisione del Governo di cancellare il bonus fiscale del 55% per il solare termico e l‟efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti per l‟energia solare termica e l‟efficienza energetica con sostanziosi vantaggi per l‟ambiente e per le tasche dei contribuenti. "Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di Co2 – ha dichiarato Edoardo Zanchini, Responsabile energia dell‟Associazione – si colpisce concretamente tutto quel settore dell‟industria più innovativa, condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di più di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo è inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinché, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata".
(dalla Newsletter di Terranauta - settembre 2009)
Nuovi scenari e interessanti e quanto mai suggestive prospettive si aprono nel campo del
fotovoltaico. Conquistata la luna, ora si pensa allo Spazio per accaparrarsi meglio l'energia del
Sole. Come? Piazzando un gigantesco pannello solare in orbita che, attraverso un raggio laser,
invia energia alla Terra. Fantascienza? Assolutamente no per l'Agenzia Spaziale giapponese
che, in collaborazione con le multinazionali Mitsubishi Electric Corp. e IHI Corporation, vuole
costruire entro il 2030 una gigantesca centrale fotovoltaica da 1000 MW a 36.000 km di
altezza sulla Terra.
Tra i vantaggi dell'ambizioso progetto nipponico, la maggiore e costante radiazione solare 24 ore su 24 che permetterebbe una produzione di energia 10 volte superiore a quella terrestre e una minore usura dei componenti data dalla mancanza di atmosfera. E infatti l'idea del fotovoltaico in orbita frulla in testa agli ingegneri fin dagli anni '60 e stuzzica anche diverse aziende americane.
Tante le potenzialità e gli sviluppi possibili, ma purtroppo sono
tanti anche gli ostacoli in quanto l'energia solare spaziale ha un
costo esagerato - circa 1 miliardo di dollari per megawatt - che ridurrebbe il target di persone
che potrebbe usufruirne. E' stato stimato, infatti che solo 300.000 case potrebbero essere
alimentate dalla centrale solare orbitante. Ma i due colossi giapponesi non demordono e,
insieme alla Jaxa (Japanese Aerospace eXploration Agency), con un investimento complessivo
stimato in 21 miliardi di dollari, prevedono di montare circa 4 kmq di pannelli in posizione
geostazionaria scadenzando già tutte le fasi del progetto, articolato in tre tappe essenziali.
A cominciare dal 2015 quando verrebbe lanciato in orbita un impianto dimostrativo della
potenza di 10 MW per sperimentare il sistema di trasmissione dell'energia solare prodotta nello
spazio a terra. Questa, che dovrebbe avvenire mediante fasci di microonde radio è già in corso
di sperimentazione al suolo e ha permesso di trasferire energia a 180 W tramite uno speciale
raggio laser. La centrale sarà pienamente operativa a partire dal 2030, assicurano i giapponesi.
Staremo a vedere, ma nel frattempo è da un molto più vicino che potrebbe arrivare l'energia
solare del futuro. E, precisamente dai capelli che ognuno di noi (o quasi) ha sulla propria testa.
A scoprirlo Milan Karki, un diciottenne nepalese che, da uno sperduto villaggio sulle montagne,
sta facendo parlare di sé tutto il mondo………continua cliccandola lettura di questo
interessante articolo


(da
- settembre 2009)

Source: http://www.eltamiso.it/newsletters%202009/NEWSLETTER%2038-2009.pdf

Microsoft word - 27_349_branzila_14.doc

Environmental Engineering and Management Journal September 2014, Vol.13, No. 9, 2337-2342 "Gheorghe Asachi" Technical University of Iasi, Romania DECONTAMINATION OF SYNTHETIC WASTEWATER CONTAINING PHARMACEUTICAL CONTAMINANTS BY ANODIC OXIDATION WITH BORON- DOPED DIAMNOND (BDD) ELECTRODE

2011-2012 adult influenza vaccine administration record

Clark County Health Department 517 Court St., Rm 105 Neillsville, WI 54456 Phone: (715)743-5105 Toll Free 1-877-743-5105 Fax (715)743-5115 http://www.co.clark.wi.us 2013-2014 Child Influenza Vaccine Administration Record (Flu Vaccine-Live/Intranasal) The following questions will help us determine if there is any reason we should not give your child the Live Attenuated Intranasal Influenza vaccination today. If you answer "yes" to any question, it does not necessarily mean you should not be vaccinated. It just means additional questions must be asked. If a question is not clear, please ask your healthcare provider to explain it. The Health Department will keep this record on file and record it in the Wisconsin Immunization Registry (WIR). My child will be in grade during the 2013-2014 School Year